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12/12/2024
Il 12 dicembre 1969, 54 anni fa, avveniva uno spartiacque della storia italiana, la Strage di Piazza Fontana. Tassello rovente della "strategia della tensione", e per molti l'inizio degli "anni di piombo".
In quegli anni, intenso è stato il lavoro di organizzazioni segrete eversive neofasciste: la Rosa dei Venti, Gladio, i Nuclei di Difesa dello Stato, Noto Servizio, fino alla nota loggia P2. Lavoro culminato in tentati colpi di Stato, dal Golpe Borghese al Piano Solo.

Molti vedono queste azioni come elementi di un preciso disegno per impedire l'affermarsi di un progetto socialista/comunista in Italia, orchestrato da servizi infiltrati USA.
Una "strategia della tensione" che perseguì e persegue tutt'oggi sistematicamente lo scopo di oscurare ogni informazione e visione ideale diverse dal modello dominante occidentale.
L'ultimo esempio è l'annullamento del primo turno delle elezioni in Romania, per via, dicono, delle interferenze russe (un'espressione ambigua che non si capisce cosa significhi). "Ma perché, gli altri non fanno pressioni o propaganda?" si chiede, polemicamente e giustamente, Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano di oggi.
Ecco, se vogliamo trovare qualcosa di sinistra nel M5S, e di meritevole nel suo percorso politico, è l'aver risvegliato i dubbi e lo scetticismo nelle persone. Poi i grillini sbagliavano perché attribuivano lo stesso valore alle opinioni di un neurochirurgo e a quelle di Vanda la carrellista, ma almeno avevano dei dubbi.
Quello che i media chiamano l'affermarsi di un "sentimento antioccidentale" in Italia, secondo me è solo il non accettare supinamente la versione ufficiale e farsi due domande.

Enea Melandri

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