12/03/2026 Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, avrebbe fatto solo una battuta sul cantante Sal Da Vinci e il suo presunto voto al referendum sulla giustizia: aveva scherzato dicendo che Da Vinci voterà "no", ma la notizia era falsa e lo stesso cantante l'ha smentita. Penso che parlando del più o meno, con la vittoria di "Per sempre sì" a Sanremo, possa anche essere scappata una battuta al procuratore (del tipo "ah lui canta così, ma poi so che al referendum vota no"). Fuori luogo? Certo. E' divertente? Boh, per me NO.
Contattato dal giornale Il Foglio, Gratteri ha spiegato che si trattava di uno scherzo "Se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure. Tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete".
Quel "tireremo su una rete" non so se ha qualche significato particolare nel gergo napoletano, ma penso che effettivamente sia di cattivo gusto.
La frase ha suscitato forti polemiche perché interpretata come una intimidazione verso i giornalisti. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana, l’Ordine dei Giornalisti e diversi esponenti politici hanno espresso preoccupazione per la libertà di stampa, sottolineando che un magistrato non dovrebbe rivolgere minacce, anche velate, a un organo di informazione.
Qui però vorrei dire la mia: oggi sul quotidiano diretto dall'ex parlamentare Italo Bocchino, Secolo d'Italia, è comparso un articolo riguardante Daniela Zinnanti, la donna di 50 anni uccisa a coltellate a Messina. Il titolo recita "I giudici lo liberano dal braccialetto elettronico, lui va a casa dall'ex e l'accoltella", non menzionando il fatto che l'assassino era stato posto ai domiciliari perché il Ministero era temporaneamente sprovvisto dei braccialetti, NON per un capriccio del giudice.
Ho scritto al consiglio disciplinare dell'Ordine dei Giornalisti segnalando la cosa, chiedendo un loro intervento, perché ritengo la distorsione dei fatti voluta e strumentale a gettare discredito sulla Magistratura, come forma di propaganda per il referendum.
E vorrei anche chiedere alla Presidente del Consiglio: ci ha messo dieci giorni per andare a riferire in aula sulla guerra in Medio Oriente, tra l'altro dimostrando un'abissale ignoranza sui fatti (le tensioni non cominciano con l'attacco Russo e neanche il 7 ottobre, ma dal colpo di stato orchestrato dagli USA nel 1951 per far salire al potere lo Scià), ma magistralmente senza mai nominare gli autori degli attacchi Donald Trump e Benjamin Netanyahu; dove l'ha trovato il tempo di telefonare a Sal Da Vinci per chiedergli di usare la sua canzone come colonna sonora dei comizi per il Sì al referendum?! |