18/12/2025 Ci sono due diverse Presidenti del Consiglio che coesistono in questa realtà, e anche due diversi Ministri dei Trasporti (e Vicepresidenti del Consiglio).
Da una parte, la Giorgia Meloni che martedì coi volenterosi firma gli accordi per il riarmo ed un esercito di OTTOCENTOMILA soldati per difendersi dalla Russia; dall'altra quella che intervistata balbetta di "truppe alternative" (senza parlare esplicitamente di "soldati italiani in Ucraina") o che riferendo in Parlamento ieri ha detto che la Russia è debole e stremata (e a che ci serve riarmarsi allora?).
Poi ci sono i Salvini, uno era seduto accanto alla Presidente mentre si schierava "con l'Ucraina fino alla vittoria", e l'altro invece elogiava la Russia: "Se Hitler e Napoleone non sono riusciti a mettere in ginocchio Mosca con le loro campagne in Russia, è improbabile che Kaya Kallas, Macron, Starmer e Merz abbiano successo". O anche “Non tolgo soldi alla sanità italiana per fare andare avanti una guerra che è persa” (ma lo ha capito che lui è nel Governo e il piano di riarmo è stato approvato dal Consiglio dei Ministri?).
Sono in totale confusione tutti, certo, ma lo scopo è chiaro: tenere insieme tutte le posizioni, tutti gli elettori che possono in qualche modo riconoscersi nella destra, da quelli atlantisti, moderati o liberali, fino a quelli nazionalisti, populisti o putiniani. |