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23/05/2023
A commento delle alluvioni che stanno interessando Emilia Romagna e Marche, arriva il pregiatissimo commento del Ministro della Repubblica dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin.
Lui non si perde in analisi o considerazioni profonde, nel confronto con consulenti scientifici e competenti, come ci si aspetterebbe da un politico serio e probo.
“Il cambiamento climatico c’è e questo ci porta a una tropicalizzazione". Visto? Stavolta siamo nelle mani di uno bravo, "i cittadini devono essere consapevoli”.
Non una parola su come rallentarlo, gli impegni internazionali, protocollo di Kyoto, emissioni, cementificazione, niente di niente. Dobbiamo abituarci.
Anzi, insieme al Ministro Musumeci incolpa "certi ambientalisti da loft" e "l'integralismo ambientalista" della nostra impreparazione a questi eventi estremi; il tutto mentre all'Europarlamento Fratelli d'Italia vota contro a tutte le misure del Green Deal per il contrasto al cambiamento climatico. Comportamenti antiscientifici che ricordano più l'istinto animalesco del "qui e ora", che un lungimirante pragmatismo politico che si richiederebbe ai responsabili di una delle economie più potenti al mondo.

E forse è vero che "le alluvioni ci sono sempre state", come dice Mario Giordano, ma non di questa portata e violenza. L'impermeabilizzazione del suolo ha fatto il resto.
"Una volta si pulivano i letti dei fiumi o si facevano delle rotture controllate in zone innocue" dice un altro. A parte che queste cose si fanno ancora, ma qui stiamo confondendo le CAUSE con gli EFFETTI; se dobbiamo solo impedire che un fiume rompa gli argini vicino a un paese, ok, prendiamo le pale e abituiamoci pure, se invece vogliamo pensare a come evitare che in due giorni cada l'acqua di due mesi, è un altro l'approccio da tenere.

Enea Melandri

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