07/12/2021 Domani dovrebbe nascere ufficialmente il nuovo governo tedesco guidato da Olaf Scholz, a capo di una coalizione "semaforo": socialdemocratici, liberali e verdi.
Nel contratto di coalizione siglato dagli alleati trova posto anche una battaglia che questi ultimi portano avanti dal 2015, la legge sul controllo della cannabis.
In Italia, sono ben poche le forze politiche che rivendicano l'obiettivo di liberalizzare le droghe leggere; una riforma che contribuirebbe a combattere la criminalità organizzata (perché ora unica referente del mercato), a vigilare su qualità e sicurezza del prodotto (che invece oggi viene miscelato con sabbia, piombo, vetro ed altre sostanze dannose), ma soprattutto ad aprire e muovere spazi di mercato (punti vendita, quindi affitti, cantieri, posti di lavoro) e di ricavi per lo Stato stimati in 5 miliardi all'anno in Germania.
E non solo: uno studio svolto negli Stati Uniti, dove la cannabis è già legale in 21 Stati, ha scoperto che in quelle aree sono diminuiti anche i crimini comuni: le rapine del 26%, gli omicidi e le violenze dell'11%.
E così, mentre Berlino aspira a diventare come Amsterdam, in Italia la politica di destra che si etichetta come "liberale" pensa a difendere le caste e le rendite di posizione, mentre quella di centrosinistra è più preoccupata dal non far pagare la TARI alla Chiesa. Gli unici che propongono politiche liberali sulla cannabis, che io sappia, oltre ai Radicali, sono i comunisti di Rifondazione.
Ma voi continuate pure a credere che sia Forza Italia l'alfiere liberale del parlamento, o che "si comincia con una canna, si finisce a farsi le pere" (il Rapporto sulle dipendenze 2019 - Epidemiologicher Suchtsurvey - dimostra che non c'è alcuna prova che il consumo di cannabis porti ad assaggiare l'eroina o altre droghe pesanti). |