29/06/2021 Trovo allucinante sentir usare la parola "tolleranza" nel dibattito sul ddl Zan. Addirittura, viene chiesta tolleranza ai detrattori del provvedimento (Chiesa, populisti assortiti, omofobi), come se non si trattasse di una semplice norma di civiltà.
Ho sempre trovato, linguisticamente parlando, sbagliato l'uso della parola "tolleranza" quando si parla di lotta alle discriminazioni.
Questo perché sinonimo di "sopportazione"; si chiede ad esempio tolleranza verso i musulmani, si dice cioè che vanno "sopportati".
Sinceramente, finché non sono loro a infastidirmi o volermi imporre qualcosa, non mi pare ci sia niente da sopportare.
Penso più alla "sopportazione" delle campane alle 7 della mattina o a un corteo funebre che paralizza il traffico, no?
Tornando al ddl Zan, è sbagliato chiedere tolleranza perché la legge punisce i reati d'odio e le discriminazioni, non concede niente in più a nessuno (per radio qualcuno addirittura lo additava come un "privilegio" per i gay..!).
Non si puniscono i reati d'opinione, potrete continuare a dire che ritenete sbagliata la pratica dell'utero in affitto (tanto più che è utilizzata prevalentemente da coppie eterosessuali). Anzi, il ddl Zan non istituisce alcun nuovo crimine, vengono introdotte delle aggravanti per quelli mossi da odio.
Si punisce l'ignoranza. E si celebra l'uguaglianza, ribadendo una volta in più il suo valore come colonna portante della Democrazia. |