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28/05/2018
Oh ecco, ci mancava.
Tutto il caos di questi 85 giorni nasce dal 4 dicembre 2016, dal NO al Referendum Costituzionale. Lo scrive Matteo Renzi nella sua newsletter Purtroppo sta avvenendo ciò che avevamo pronosticato: Paese più debole, litigi tra coalizioni, ricadute finanziarie. Occorre un sistema più semplice, che garantisca la sera stessa di sapere chi ha vinto. Come per i Sindaci, ma il ballottaggio funziona solo se è previsto per una sola Camera. Spero che finalmente ci sia l’onestà intellettuale di riconoscere che quella riforma non serviva a me: serviva all’Italia.

Sentite, smettetela: con il voto del 4 dicembre NON É CAMBIATO NIENTE nella nostra Costituzione; procedure, nomine e paletti sono rimasti gli stessi con cui dal '48 ad oggi siamo diventati uno dei paesi più sviluppati del pianeta.
E non vale neanche adesso prendersela con la legge elettorale: la nostra è una DEMOCRAZIA PARLAMENTARE, i governi non si votano né si eleggono, ma nascono dal confronto in Parlamento.

Poi secondo me ci sarebbero da introdurre alcuni automatismi procedurali, per consentire alle aule di lavorare autonomamente anche in assenza di un esecutivo e garantire rappresentanza a TUTTE le forze politiche - non come ha fatto il M5S che ha occupato tutte le poltrone che poteva, e spartendosi le altre col centrodestra.
Il problema non è "sapere il giorno dopo le elezioni chi deve guidare il paese", ma che non ci sono più i politici probi, seri e responsabili di un tempo; sono diventati tutti tifosi, capaci solo di sbraitare, insultare ed accapigliarsi.

Io resto un sostenitore di un sistema elettorale proporzionale, della Democrazia Parlamentare, continuo a difendere la Costituzione e rivendico il mio NO alle Deforme del 4 dicembre!

Enea Melandri

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