10/02/2016 Anche Di Maio, dopo che sono scese in trincea le amazzoni romane, difende il contratto capestro del decalogo per i candidati del M5S.
"Chi si candida a Roma con noi firmerà questo atto, si impegna legalmente sottoscrivendolo, se disattende, come ho già detto, lo portiamo in TRIBUNALE".
Sarei proprio curioso di conoscerlo quel giudice che in virtù di un atto privato sorpassa Costituzione e regolamenti istituzionali (che vietano il vincolo di mandato); Onorevole Di Maio, proprio lei che dovrebbe essere il più ieratico dei grillini, mi cade in questi beceri populismi da bar? |