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15/01/2016
Via libera al decreto su depenalizzazioni e decarcerizzazioni. E personalmente, rivedere le pene per alcuni tipi di reato lo considero un modo sensato di affrontare un problema come quello del sovraffollamento carcerario.
Ecco l'elenco:
– atti osceni;
– pubblicazioni e spettacoli osceni;
– rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto;
– abuso della credulità popolare;
– rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive;
– atti contrari alla pubblica decenza;
– guida senza patente;
– noleggio di materiale coperto da copyright;
– installazione e uso di impianti abusivi di distribuzione carburante;
– omesso versamento di ritenute previdenziali entro la somma di € 10000;
- violazione delle prescrizioni sulla coltivazione della cannabis.
Grande assente il reato di immigrazione clandestina, di cui era stata promessa l'abolizione a più riprese.
Menzione particolare merita l'ultimo punto: NON è stata depenalizzata la coltivazione, come gli urlatori della rete stanno facendo girare sui social, ma solo l'infrazione delle regole per chi aveva già il permesso di farlo.

Altri reati diventano 'illeciti civili', per i quali la persona offesa non dovrà più sporgere querela, ma chiedere al giudice civile (tribunale o giudice di pace) il risarcimento del danno. In questa categoria rientrano quelli di ingiuria, falsità in scrittura privata, appropriazione di cose smarrite, furto da parte di un comproprietario e danneggiamento semplice.
Su questa seconda parte sono un po' più scettico, ma probabilmente solo perché non esperto del settore, sul ridimensionamento di ingiuria e falsità nell'era della comunicazione.

Enea Melandri

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