03/03/2015 I processi cominceranno a metà aprile, e si rischia di ripetere il copione del Porcellum.
Le leggi elettorali di Veneto, Toscana, Marche, Umbria, Campania, Puglia e Liguria sono sospette di incostituzionalità, per via degli spropositati premi di maggioranza (in Umbria si arriva al 65%!) e degli sbarramenti.
In Puglia, ad esempio, il candidato presidente più votato, anche se prendesse meno del 35%, conquisterebbe comunque il 54% dei seggi in Consiglio; e lo sbarramento per le liste non in coalizione è dell'8%!
A portare avanti la battaglia contro le leggi elettorali regionali attraverso i tribunali (ma puntando dritto alla Corte Costituzionale) c'è sempre lui, uno dei boia del Porcellum, l'Avvocato Felice Carlo Besostri.
Lui, per chi non lo ricordasse, è anche uno di quelli che ha trascinato davanti alla Consulta la Legge Elettorale Europea, che comincerà il suo lavoro il 14 aprile.
Guardate, tutte i sistemi regionali sventolano lo spettro della "governabilità" nascondendo in realtà smanie di egemonia, a danno della rappresentatività, con meccanismi che distorcono l'espressione libera del voto popolare.
Se venisse confermata l'incostituzionalità di tali sistemi, la via più breve sarebbe il ritorno alle urne. Ma quanto ci costano (perché le elezioni costano!) le ambizioni di questi piccoli ducetti che vogliono un'assemblea monocolore ed ammansita?
A quando la responsabilità civile per i politici che studiano ed approvano leggi dichiarate incostituzionali? |