18/02/2015 Mi sembra un principio giusto, anche se in un campo come quello dell'arte è un po' difficile tracciare dei limiti ben precisi.
I fatti: dopo l'imbarazzante esibizione di Gianna Nannini a Sanremo, il Codacons chiede che il compenso della cantante venga tagliato il compenso, che pare essere di 30.000 €.
"A seguito della deludente esibizione di sabato scorso e delle polemiche seguite a stonature varie, confusione ed errori durante la performance della cantante, riteniamo la Rai debba rivedere gli accordi con l'artista e ridurre drasticamente il cachet pattuito. Questo perché i cittadini, che finanziano la rete di Stato attraverso il pagamento del canone, non sembrano aver affatto gradito l'esibizione di Gianna Nannini, che tra l'altro era l'ospite di punta della serata finale" dice il Codacons.
Ora, credo abbia fatto male l'associazione a tirare fuori "i cittadini", come se parlasse o auspicasse un referendum sulla cosa... ma certo è che l'esibizione è stata parecchio incerta e confusa, come ammesso dalla stessa Nannini il giorno successivo: "... ho fatto un po' un troiaio. D'altronde il 'fuoritempo' è la mia specialità da sempre... vanno tutti a tempo. Viva il rock a Sanremo e chi sbaglia".
Eh no, Gianna, se uno sbaglia senza essere pagato, si può chiudere un occhio, ma se si sbaglia un artista pagato profumatamente per intrattenere il pubblico, è un po' diverso.
Chi sbaglia, paga. |