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10/02/2015
Non sono le cose che urla, quelle a cui prestare più attenzione: il Presidente Renzi, oltre a promettere e sbandierare riforme a caso, sta anche mettendo a punto un piano per sviluppare la Banda Ultra Larga.
Affrontare il problema del Digital Divide è sicuramente importante, ma non sono sicuro che deregolamentare e cambiare parametri il modo giusto per affrontare le cose.

L'Italia ha livelli di riferimento in tema di inquinamento elettromagnetico ultra precauzionali. Il Governo, ora, vorrebbe portare il nostro invidiato limite di 6 V/m a 61 V/m; e c'è da pensare che dietro di lui ci siano le pressioni degli operatori di telefonia, che non vedono l'ora di fare affari con il 4G.
Per fare un paragone, in Francia i livelli di emissione si attestano da 41 a 58 V/m. In compenso, però, è stata varata nel paese una legge anti-elettrosmog molto innovativa, che vieta dispositivi come tablet e smartphone nei luoghi con bimbi sotto i tre anni (come gli asili), e impone di disabilitarli nelle scuole elementari (eccetto per uso didattico). Verranno mappati e posti sotto controllo tutti i ripetitori spuntati come funghi in questi anni, con multe per chi sfora i limiti.

Enea Melandri

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